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N. 142 - aprile 2021
A proposito di

GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO

Il gioco d’azzardo patologico (ludopatia, gambling patologico) è caratterizzato dalla persistente incapacità di controllare e di resistere all’impulso di mettere in atto comportamenti finalizzati al gioco d’azzardo. La persistenza e l’intensificazione di tali comportamenti (scommesse e puntate divengono sempre più alte e rischiose così da far provare livelli di eccitazione progressivamente maggiori) determinano con il passare del tempo rilevanti ripercussioni sull’adattamento familiare, sociale, affettivo, lavorativo, fino a innescare, in alcuni casi a un deterioramento irreversibile degli stessi. Può inoltre instaurarsi una modalità comportamentale circolare, che induce a continuare a giocare nell’intento di annullare le perdite, innescando un pericoloso circolo vizioso in grado di cronicizzare una situazione già critica.

Nei casi più gravi, l’esaurimento del credito disponibile può indurre a ricorrere a prestiti da usurai, frodi o furti al fine di procurarsi il denaro necessario per giocare.

Sintomi, decorso e complicanze del disturbo sono pressoché analoghi a quelli dei disturbi da uso di sostanza, compresi fenomeni specifici (craving, assuefazione, tolleranza, astinenza) e aspecifici (depressione, irritabilità, astenia, disturbi delle funzioni cognitive, incremento della quota di ansia generalizzata, disturbi somatoformi, disturbi del ritmo sonno-veglia).

•             Custer ha identificato sei diverse tipologie di giocatori:

1.           giocatori professionisti: si mantengono con il gioco d’azzardo che rappresenta per loro una vera e propria professione. Non sono dipendenti dal gioco, per questo riescono a controllare l’ammontare di denaro scommesso e il tempo speso a giocare;

2.           giocatori antisociali: attraverso il gioco d’azzardo ottengono denaro in maniera illegale; giocano con carte segnate o sono coinvolti in corse truccate;

3.           giocatori sociali occasionali o ‘adeguati’: giocano per divertirsi e per socializzare e il gioco non interferisce con la loro vita;

4.           giocatori sociali ‘seri’ costanti: investono tempo nel gioco, che rappresenta la loro principale forma di relax e di divertimento; sono in grado di mantenere il controllo sulla loro attività di gioco e non trascurano lavoro e/o famiglia;

5.           giocatori per ‘fuga’ e per ‘alleviamento’ senza sindrome da dipendenza: riescono tramite il gioco ad alleviare sensazioni di ansia, depressione, solitudine e noia; più che una risposta euforica il gioco è per loro un potente analgesico che aiuta a non pensare alle difficoltà;

6.           giocatori compulsivi con sindrome da dipendenza: non hanno più il controllo del gioco che è diventato per loro la cosa più importante; non riescono più a smettere di giocare, indipendentemente dalla loro volontà e dal loro impegno. Famiglia, amici e lavoro sono negativamente influenzati dall’attività ludopatica.

•             Il profilo personologico del giocatore d’azzardo patologico

Che si possa essere dipendenti da un comportamento come il gioco d’azzardo allo stesso modo in cui si può essere dipendenti da una sostanza rimane peraltro questione molto controversa. Nel DSM-5 1 l’APA ha, almeno in parte, basato la decisione di inserire il gambling patologico tra i disturbi da uso di sostanze facendo riferimento a dati recenti secondo i quali i gambler presentano alcune alterazioni biochimiche simili a quelle dei tossicodipendenti da sostanze, e sia questi sia i giocatori d’azzardo patologici traggono beneficio dalla terapia di gruppo e da una graduale disassuefazione.

Il profilo personologico del giocatore d’azzardo patologico non sembra possedere caratteri particolarmente specifici, mentre sono evidenziabili alcuni tratti a comune con altri tipi di dipendenza, quali:

•             elevata impulsività,

•             ridotta resistenza allo stress,

•             facilità al discontrollo,

•             bassa autostima,

•             sentimenti di solitudine,

•             deficit cognitivi con difficoltà di concentrazione,

•             dimensioni presenti nell’area borderline, narcisistica e antisociale. 

I giochi che sembrano indurre dipendenza in modo più rapido sono quelli che consentono la maggiore ‘prossimità’ spazio-temporale tra scommessa e premio, quali ad esempio slot-machine, gratta e vinci, roulette. Entrambi i sessi possono essere colpiti: nella donna si nota un picco tra i 40 e i 50 anni, mentre nell’uomo si hanno due picchi significativi, il primo in età giovanile (intorno ai 20 anni) il secondo intorno ai 40 anni.

PER ULTRIORI APPROFONDIMENTI VEDI CASONFORMA N.132