N. 164 -
agosto 2023
A proposito di
RIFLESSIONI CRIMINOLOGICHE
A PROPOSITO DI VIOLENZA SULLE DONNE.
Riflessioni criminologiche
I dati soprariportati permettono di elaborare alcune riflessioni: in primis, il fenomeno criminoso, al di là dell’estrema diversità statistica, è ubiquitario.
In secondo luogo, non è possibile non constatarlo, al vertice di questa piramide dell’orrore ci sono proprio le regioni che vengono considerate fra quelle più evolute, moderne ed all’avanguardia d’Italia.
In questo modo, verrebbe demolito lo stereotipo del femminicidio che nasce ed attecchisce nell’humus dell’arretratezza socio-culturale.
In realtà non è così.
L’arretratezza socio-culturale dispiega sempre i suoi perversi effetti deleteri e nocivi in alcuni settori. Tuttavia, non può essere paragonata ad una sorta di genesi totalizzante ed onnicomprensiva.
Il movente
Un’analisi statistica molto interessante è quella che concerne il movente dei singoli femminicidi avvenuti.
Ebbene, esaminando le statistiche ufficiali si evince che la gran parte dei femminicidi avviene per motivi definiti “passionali”, rispetto ad altri omicidi di donne che avvengono al termine di liti e/o aggressioni.
Pertanto, predomina una cosiddetta componente emozionale che tradisce dei sentimenti malati da parte dell’uomo, nell’omicidio di questa tipologia.
