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N. 144 - maggio 2021
Letto per voi

Paul Michel Foucault STORIA DELLA FOLLIA NELL'ETA' CLASSICA

Storia della follia nell'età classica contiene uno studio svolto dall'autore sugli sviluppi dell'idea della follia attraverso la storia. Foucault prende le mosse da un'analisi dei lebbrosari nel Medioevo, e di come i lebbrosi venissero ghettizzati nella società del tempo. Vi erano almeno 19.000 lebbrosari, che diventano 2.000 nel 1266. Questi lebbrosari, una volta che la malattia era sparita, furono utilizzati come luoghi d'internamento per folli, ma anche per poveri, e criminali. Tutte queste "confusioni" sollevano dunque degli interrogativi. Foucault suggerisce che il senso di confusione che ci ispira l'internamento è il riflesso di una visione inesatta; non dobbiamo pretendere di valutare l'età classica con i paradigmi buoni per la modernità. Si tratta soprattutto di comprendere, non un errore dell'età classica, ma anzi un'esperienza omogenea dell'esclusione, dei segni positivi, una coscienza positiva. In prosieguo, l'autore osserva che gli "asili" riservati ai folli non sono nuovi nell'età classica. La novità portata da tale epoca sta proprio nella "confusione" che mescola in tali luoghi folli e non-folli, carità e repressione. Alla fine, la follia sarà riconosciuta quale malattia dell'anima, e con Sigmund Freud quale malattia mentale. Foucault dedica speciale attenzione al modo in cui lo status di folle evolve dalla figura accettata - se non addirittura "riconosciuta" - nell'ordine sociale, alla figura dell'escluso, malato da rinserrare tra quattro muri. L'autore studia le diverse maniere e i differenti tentativi di trattamento dei folli, e segnatamente le opere di Philippe Pinel e Samuel Tuke. Foucault è netto nel classificare i trattamenti suggeriti dai due pensatori come non meno autoritari di quelli caldeggiati dai loro predecessori. Il ricovero ed i metodi descritti da Tuke si risolvono essenzialmente nel castigo dei folli, perché imparino a comportarsi normalmente: sono costretti effettivamente a comportarsi in modo perfettamente sottomesso e conforme alle regole accettate. Analogamente, il trattamento spiegato da Pinel sembra una versione puramente estesa della terapia dell'avversione, compresi trattamenti quali docce gelate e camicie di forza. Foucault ravvisa in tali metodi una mera brutalizzazione reiterata del paziente, in cui si rievoca la struttura del giudizio e della punizione.

                                                                                  

PAUL MICHEL FOUCAULT (Poitiers, 15 ottobre 1926 - Parigi, 26 giugno 1984) storico e filosofo francese Tra i grandi pensatori del XX secolo Foucault fu l'unico che realizzò il progetto di ricostruire una storia della follia, del crimine e del sesso. I lavori di Foucault si concentrano su un argomento simile a quello della.burocrazia e della connessa razionalizzazione trattato da Max Weber. Egli studiò lo sviluppo delle prigioni, degli ospedali, delle scuole e di altre grandi organizzazioni sociali. La sua produzione può essere divisa generalmente in due periodi: il primo relativo alle teorie raccolte nelle opere Storia della follia nell'età classica, Nascita della clinica, Le parole e le cose e L'archeologia del sapere. In queste opere Foucault propone un'analisi ch'egli definisce "archeologica", dei processi di costituzione e di formazione del 'sapere' di un certo momento, in un certo luogo, per una certa disciplina.