089 481820 - Via Cristoforo Capone, 59 Salerno info@caosinforma.it
N. 148 - ottobre 2021
Approfondimenti

MURI

Il tema dell'immigrazione ci permette di riflettere anche su un atteggiamento culturale spesso che vede nella costruzione di muri, nell'isolmento dei popoli  migranti la soluzionepiù efficace.
E' una politica sostenuta “Tanto da alcuni regimi politici populisti quanto da posizioni economiche liberali, secondo cui  occorre evitare ad ogni costo l’arrivo di persone migranti. Al tempo stesso si argomenta che conviene limitare l’aiuto ai Paesi poveri, così che tocchino il fondo e decidano di 
adottare misure di austerità. Non ci si rende conto che, dietro queste affermazioni astratte difficili da sostenere, ci sono tante vite lacerate. Molti fuggono dalla guerra, da persecuzioni, da catastrofi 
naturali. Altri, con pieno diritto, sono «alla ricerca di opportunità per sé e per la propria famiglia. S

Sognano un futuro migliore e desiderano creare le condizioni perché si realizzi”.

Purtroppo, altri sono «attirati dalla cultura occidentale, nutrendo talvolta aspettative irrealistiche che li espongono a pesanti delu-sioni. Trafficanti senza scrupolo, spesso legati ai cartelli della droga e delle armi, sfruttano la debolezza dei migranti, che lungo il loro percorso troppo spesso incon-trano la violenza, la tratta, l’abuso psicologi-co e anche fisico, e sofferenze indicibili». Coloro che emigrano «sperimentano la sepa-razione dal proprio contesto di origine e spesso anche uno sradicamento culturale e religioso. La frattura riguarda anche le comunità di origine, che perdono gli elemen-ti più vigorosi e intraprendenti, e le famiglie, in particolare quando migra uno o entrambi i genitori, lasciando i figli nel Paese di origi-ne». Di conseguenza, «va riaffermato il dirit-to a non emigrare, cioè a essere in condizio-ne di rimanere nella propria terra». Per giun-ta, «in alcuni Paesi di arrivo, i fenomeni migratori suscitano allarme e paure, spesso fomentate e sfruttate a fini politici.». Si dif-fonde così una mentalità xenofoba, di chiu-sura e di ripiegamento su se stessi».
I migranti vengono considerati non abba-stanza degni di partecipare alla vita socialecome qualsiasi altro, e si dimentica che pos-siedono la stessa intrinseca dignità di qua-lunque persona. Pertanto, devono essere
“protagonisti del proprio riscatto”.
Non si dirà mai che non sono umani, però in pratica, con le decisioni e il modo di trattarli, si manifesta che li si considera di minor valore, meno importanti, meno umani. È inaccettabile che i cristiani condividano que-sta mentalità e questi atteggiamenti, facendo a volte prevalere certe preferenze politiche piuttosto che profonde convinzioni della pro-pria fede: l’inalienabile dignità di ogni per-sona umana al di là dell’origine, del colore o della religione, e la legge suprema dell’amo-re fraterno.
«Le migrazioni costituiranno un elemento fondante del futuro del mondo». Ma oggi esse risentono di una «perdita di quel senso della responsabilità fraterna, su cui si basa ogni società civile». L’Europa, ad esempio, rischia seriamente di andare per questa stra-da. Tuttavia, «aiutata dal suo grande patri-monio culturale e religioso, [ha] gli strumen-ti per difendere la centralità della persona umana e per trovare il giusto equilibrio fra il duplice dovere morale di tutelare i diritti dei propri cittadini e quello di garantire l’assi-stenza e l’accoglienza dei migranti». Comprendo che di fronte alle persone migranti alcuni nutrano dubbi o provino timori. Lo capisco come un aspetto del-l’istinto naturale di autodifesa. Ma è anche vero che una persona e un popolo sono fecondi solo se sanno integrare creativamen-te dentro di sé l’apertura agli altri. Invito ad andare oltre queste reazioni prima-rie, perché «il problema è quando [esse] condizionano il nostro modo di pensare e di agire al punto da renderci intolleranti, chiusi, forse anche – senza accorgercene – razzisti. E così la paura ci priva del desiderio e della capacità di incontrare l’altro.