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N. 148 - ottobre 2021
A proposito di

IMMIGRAZIONE: IL PARERE DEL SOCIOLOGO S. Allievi, 5 cose [e una da fare] che tutti dovremmo sapere sull’immigrazione Laterza, 2018)

"Dobbiamo guardare all’immigrazione da punti di vista differenti:. quello dell'Europa equello dell'Italia. non capiamo gli immigrati se nonguardiamo alla demografia e a l'economia del nostro paese.. solo così possiamo dedurre che una delle conseguenze. in un contesto che ci dice veramente qualcosa per esempio in Italia ogni anno 300000 persone vanno in pensione e non sforzarti tu internet che chi deve assolutamente non è mai nato in Europa sono 3000000 l'Anno da qui al 2050 fa 100 milioni di persone siamo sempre noi anziani siamo sempre di meno ma cosa che nessuno sarà perché non lo sia così preoccupare io ogni anno perché i morti sono più dei nati.

Quello che bisogna cominciare a dire allora è che in un paese di recessione demografica automaticamente è in recessione economica.. Ciò significa che dire no dire no agli immigrati oggi non è solo dire no a a un diritto ma anche dire no al Futuro.
Questo per quel che riguarda la convenienza. Poi c'è problema che il mondo è, e sarà sempre molto più mobile. In effetti, i giovani di oggi si troveranno in una situazione completamente diversa da quella di adesso. Per adesso abbiamo per ogni tre lavoratori pensionati del 2050 rapporto senza immigrazione sarà uno questo per quel che riguarda la convenienza poi c'è problema che un mondo più mobile in cui si vorrà andare in Europa a studiare o a lavorare a guadagnare di più poter fare quello che piace.
Detro a persone che in terra c'è un inglese che va a lavorare altrove in Francia e Spagna e cose uguali in Italia sul doppio quelli che escono di quelli che escono.
Se noi costruiamo dei muri, sicuri che ci fanno del male. Non non è questo modo che ci
conviene non è questo ilmondo più bello e felice.
Di seguito, alcune risposte alle domande che l'autore si è posto nel suo libro:
1. PERCHÉ CI MUOVIAMO
2. PERCHÉ SI MUOVONO LORO
3. PERCHÉ ARRIVANO IN QUESTO MODO
4. PERCHÉ PROPRIO QUI? E PER FARE COSA?
5. PERCHE' LA DIVERSITA' CI FA PAURA E CI ATTRAE?

 

1. PERCHÉ CI MUOVIAMO

Ci muoviamo più che in passato, ma è sempre stato nella nostra natura:  60.000 anni fa i primi sapiens hanno lasciato l'Africa, giungendo prima in  Medio Oriente e poi in Europa, dove già vivevano i Neanderthal, sebbene  neanche loro fossero di lì originari.!

La nostra intelligenza si è sviluppata grazie a questo nomadismo.!

Spostarsi è diventato sempre più veloce e meno costoso, e l'innovazione tecnologica che ha avvicinato le persone di tutto il mondo non l'ha reso  meno utile, ma anzi ne ha moltiplicato il desiderio.Ci si muove per necessità o per desiderio, per paura o per piacere, per  insoddisfazione o per irrequietezza, perché si hanno obiettivi precisi o perché non si sa che fare.!

A circolare sono anche le informazioni, le idee, le merci e il denaro.I ricchi si muovono più dei poveri, e la mobilità è diventata uno status  symbol: i ricordi delle vacanze, ad esempio, vengono condivisi sui social.La mobilità è cambiata: è più frequente e spesso temporanea e quindi  reversibile.Inoltre, non esistono più paesi di immigrazione ed emigrazione; le due realtà  convivono. In Italia, nel 2017, sono di più i cittadini che hanno lasciato il  paese (200.000) rispetto a coloro che vi erano arrivati (119.000).!

2. PERCHÉ SI MUOVONO LORO

I push factors sono diversi: guerra, fame, dittature, persecuzioni,  disuguaglianze, calamità naturali!

Le dierenze di reddito non spiegano tutto - infatti nonostante la povertà la  maggioranza preferisce restare nel proprio paese - ma pesano nella  decisione di emigrare. Insomma, a parità di lavoro, si preferisce guadagnare  10 o addirittura 50 volte tanto sebbene lontani da casa.!

C'è poi il fattore della demografia: in Africa la popolazione è in costante  crescita, ma non lo standard di vita. Dall'altra parte abbiamo continenti, come l'Europa, ove la piramide sociale si sta invertendo e le società stanno diventando anziane. Non è un segnale da sottovalutare: non è da  una società anziana che ci si aspettano innovazione, apertura mentale, creatività… e quindi anche noi abbiamo bisogno che loro vengano qui.!

A spingere le migrazioni ci sono anche i pull factors. Del dierenziale  economico abbiamo già parlato, ma altre ragioni sono date dall'immaginario che si ha nei confronti degli altri paesi, che crediamo  più liberi, ricchi di opportunità, meritocratici.L'Europa è diventata l'America degli africani, sebbene "quella originale" sia  ancora la favorita. E purtroppo, l'Europa non si è dimostrata all'altezza di arontare la situazione.!

3. PERCHÉ ARRIVANO IN QUESTO MODO  

Il Passaport Index Mostra che, se nati dalla parte "giusta" del mondo, si  hanno più possibilità di muoversi. Un passaporto italiano permette l'accesso  in 162 paesi; uno afghano in appena 30.!

Una volta si poteva circolare abbastanza liberamente; poi, con la crisi  del petrolio, l'insicurezza economica e l'appioppamento del capro  espiatorio sugli ultimi arrivati ha portato alle legislazioni anti-immigrazione. Ma così sono aumentati gli accessi irregolari, facendo  guadagnare denaro alle mafie transnazionali. Chi fugge da guerra e povertà  assoluta è pronto a mettere a rischio la sua vita giungendo per vie illegali e pericolose.!

Dunque, la prima cosa da fare è riaprire i canali regolari di immigrazione, concludendo trattati diplomatici con i paesi d'origine in base alla manodopera necessaria in quelli di arrivo. Magari ponendo anche dei limiti, accettando solo coloro con un certificato penale pulito e facendo  pagare loro i costi del viaggio.!

E la manodopera serve, soprattutto in un paese vecchio e in calo  demografico come l'Italia!!

Il viaggio di chi arriva sarebbe più sicuro e meno costoso, e la popolazione  dei paesi d'arrivo avrebbe la sensazione che i confini siano controllati, e il  senso di insicurezza svanirebbe.!

4. PERCHÉ PROPRIO QUI? E PER FARE COSA?

Il 1° Gennaio 2018 gli immigrati in Italia erano poco più di 5 milioni, 3,7 dei  quali extracomunitari. A questi numeri vanno aggiunti gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana e gli irregolari: anche se è dicile

5. PERCHE' LA DIVERSITA' CI FA PAURA E CI ATTRAE?

La paura del diverso è quell’insieme di emozioni negative e sfavorevoli innescate quando ci si trova davanti a persone con caratteristiche differenti rispetto alle proprie, come il colore della pelle, il credo religioso o l’orientamento sessuale.