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N. 144 - maggio 2021
DOC in Direzione Ostinata e Consapevole

LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

RIFORMA DEL TERZO SETTORE : PERCHÉ È UN’OCCASIONE STORICA?

 

Perché ci offre l’opportunità, come ha sottolineato il professor Stefano Zamagni, economista presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali, di disporre di un codice dedicato per l’appunto al terzo settore, proponendo un sistematico riconoscimento finalizzato capace di fare chiarezza sul mondo dell’economia sociale.

Il codice di fatto è una riforma composto da 104 articoli che normano tutti i diversi segmenti di cui è composto il variegato mondo dell’economia sociale. E che dà possibilità inedite ma pone anche nuove sfide. Ma stabilisce dei principi da oggi imprescindibili e riconosciuti che riguardano concretamente la realtà operativa anche del nostro Centro di Solidarietà. Definendone i criteri di appartenenza, i vincoli e le agevolazioni fiscali, ecc. La prima grande novità della riforma è che non c’è più la parola “concede”, ma c’è la parola “riconosce”, sancendo così un rapporto diverso, basato sulla reciprocità tra stato e organismi del Terzo settore.

Altra grande novità introdotta dalla Riforma è il riconoscimento della funzione “produttiva” e non più “redistributiva” del Terzo settore. Anche questa – essere riconosciuti come produttori di valore aggiunto - è una rivoluzione copernicana.

Di fatto oggi, strumenti finanziari come Social Bond o Titoli di solidarietà permettono ai soggetti del Terzo settore di realizzare i loro scopi senza più la scusa della mancanza di finanziamenti. Noi oggi possiamo emettere obbligazioni sociali, garantite.

Inoltre Il RUNT si sostanzia anche in repository (letteralmente deposito o ripostiglio), vale a dire un luogo dove trovare risposte a molte domande. E’ quindi un importate obiettivo che si realizza perché ad oggi queste informazioni potevano essere trovate – ma solo in alcuni casi – solo se si andava sui siti delle organizzazioni che ritenevano “opportuno” pubblicare queste informazioni. Disconoscendo l’evidente fatto che la relazione col donatore si basa sulla fiducia, quindi sul futuro e che la ricchezza o la povertà attuale poco c’entrano con la fiducia.

Ma il runts è un’occasione anche perché si spera che finalmente si avranno numeri ancora più significativi che restituisce sì uno sguardo d’insieme ma manca di analisi puntuali necessarie per tipologie di enti, settori ed attività. (ci troviamo organizzazioni di volontariato, fondazioni bancarie, I.P.A.B. depubblicizzate, organizzazioni non governative, istituti di patronato, centri di formazione professionale)

E’ un’occasione perché le pubbliche amministrazioni avranno – come tutti i cittadini – libero accesso al registro e alle informazioni e eviteranno di chiedere mille volte gli stessi documenti già depositati in un registro pubblico.

Per queste e tante altre ragioni che documenteremo in questo numero di caosinforma, se il Terzo settore vuole crescere, così come è cresciuto economicamente e in realizzazioni sociali negli ultimi 30 anni, ha quindi l’opportunità di crescere ancora, di essere più visibile, riscontrabile e quindi riconoscibile.

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