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N. 155 - ottobre 2022
Conversando

IL FUTURO DELL’EDUCAZIONE  

Sapremo ricostruire ciò che è stato violentemente distrutto in maniera nuova, con uno spazio dedicato e a quell’ educazione – libera, autentica, responsabile – nella quale l’unità prevalga sul conflitto, le parole ostili e violente non oscurino più quelle che operano giustizia sociale e pace? 

La pandemia ha messo a rischio la cultura, l’educazione e la trasmissione intergenerazionale, determinando il rischio vero di una regressione per  le generazioni future La guerra, poi,  ha distrutto ciò che la pandemia aveva relativamente svuotato. 

La risposta del Centro La Tenda sta nelle sue radici e nel suo modello organizzativo.

Proprio facendo tesoro dei frutti della riflessione su ciò che è accaduto e di quello della ripartenza si può fare un’adeguata diagnosi del reale e chiarire quegli obiettivi che da ora si possono perseguire.

La risposta sta nel  da rafforzare la fiducia nella persona, con i suoi talenti e le sue fragilità, sia al centro di una paziente cura e attenzione comunitaria.

In realtà, si tratta di individuare nuove povertà educative e di formulare una risposta che possa fondare un migliore modello formativo e far intravedere un orizzonte. 

La responsabilità di formare i giovani

Oggi siamo chiamati alla responsabilità di formare i giovani in un momento di relativa guarigione, e in qualche modo a guarire al tempo stesso la formazione, anch’essa innegabilmente ferita dalla pandemia. 

La risposta è ovviamente complessa. Ci sembra utile affrontarne un aspetto per così dire emblematico, che fa riferimento a un tempo in cui lo spazio educativo fisico è stato prima svuotato dalla pandemia e poi mediaticamente mostrato nella sua grave fragilità dalle cronache quotidiane di una guerra. 

In queste condizioni storiche ha acquistato maggiore consistenza un’opportunità che da anni è in sviluppo esponenziale: quella dell’utilizzo delle risorse informatiche a favore della cosiddetta «educazione che integra presenza e distanza», secondo un intreccio variabile e misure che mutano in proporzione all’indisponibilità delle risorse materiali e umane, legate al tradizionale modello di educazione. 

Molto pertinente però in questo ambito è l’egemonia dei contenuti, ridotti a nozioni, e di questi ulteriormente ridotti a nozionismo.  (v. articolo sul discernimento nel numero precedente di caosinforma).

I mesi di confinamento legati alla pandemia hanno avuto pesanti conseguenze sull’apprendimento della convivenza civile: è come se ciascuno rimanesse ancora segregato in una sorta di isolamento psichico. 

Un isolamento che si è tradotto spesso anche in termini fisici, (confinandoci per troppo tempo fra le mura domestiche)  ma che non soltanto materiale.

La frontiera più attuale della formazione evoca molte questioni di metodo e l’attitudine socratica alla scoperta del sé e a una formazione che liberi il talento naturale e lo arricchisca tramite esperienze relazionali . 

Qui c’è in gioco il tema della rielaborazione delle esperienze educative e degli stili di apprendimento. 

Questo scenario in qualche modo induce a rivisitare il nesso fra antropologia ed educazione: solo un equilibro fra sviluppo delle competenze cognitive e il più ampio orizzonte delle life skills, che consistono nelle componenti socio-relazionali dell’esperienza e intervengono nell’opportuno radicamento nel territorio, può prevenire e contrastare il dilagare delle povertà educative. 

IL PATTO EDUCATIVO GLOBALE

Questi elementi in effetti sono anche quelli individuati dal Centro La Tenda e tradotti da tempo nella sua proposta di modello organizzativo che per l’appunto si declina nelle  sue diverse aree progettuali  che richiamano, il saper essere, il saper fare, il saper diventare e, soprattutto, la loro costante integrazione, laddove il  centro dell’educazione è la persona. 

In tale senso l’Educazione è proposta come  servizio a tutta la persona che cresce e matura e ha come controparte una visione integrata e olistica: non ideologica, non totalizzante.

Si basa su una realtà non statica ma su una dinamica interiore che rende  la persona, l’utente di ogni servizio, aperto alla crescita verso livelli più sempre più alti.