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N. 144 - maggio 2021
A proposito di

DOPPIA DIAGNOSI E COMUNITA' TERAPEUTICHE

Sotto lunico termine di abuso di sostanze o tossicodipendenza dobbiamo includere unampia ed eterogenea varietà di situazioni personali. La tossicodipendenza non é un fenomeno tutto o nulla, ma una condizione dove le variabili interagenti sono molteplici.

La fenomenologia delle droghe mostra chiaramente linadeguatezza di ogni logica riduzionista e impone una pratica della complessità centrata sul carattere multifattoriale.

Di fatto, sta avvenendo un ricorso generale alle sostanze sempre più slegato dalle modalità di assunzione codificate e contenute dalla cultura tradizionale, regole che in ogni società hanno la funzione di attribuire un significato alla sostanza che si assume; droghe e psicofarmaci costituiscono un consumo sempre più consistente nella vita quotidiana.

La tipologia di utenti che accedono ai Ser.T. e alle comunità terapeutiche é cambiata profondamente negli ultimi anni. I quadri psicopatologici che si affiancano alla tradizionale personalità del tossicomane appaiono, agli operatori che tradizionalmente si occupano del settore tossicodipendenze, sempre più di complessi.

I casi che presentano problematiche congiunte, di dipendenza da sostanze stupefacenti e problemi psichiatrici richiedono lintervento coordinato su più livelli in modo da poter garantire allospite un accompagnamento nei diversi momenti che scandiscono un percorso terapeutico.

La necessità spesso molto evidente di un intervento di tipo residenziale con soggetti portatori di una "doppia" e "tripla" diagnosi (laddove intervenga anche una problematica di tipo organico, quale per es. la sieropositività, portatrice di per sé di un ulteriore carico emotivo per il paziente), deve necessariamente portare come conseguenza un cambiamento per le strutture di comunità che storicamente si occupano di tossicodipendenza.