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N. 193 - gennaio 2026
Approfondimenti

RIPARTIAMO DALLA LETTURA DEI BISOGNI (IL RAPPORTO CARITAS E IL RAPPORTO CENSIS)

Il Rapporto Caritas 2025 ci consegna un quadro chiaro e inquietante: la povertà non è più solo assenza di lavoro, ma anche incapacità di vivere con serenità nonostante un impiego. Accanto a questa fragilità economica si affaccia un disagio giovanile profondo, fatto di ansia, solitudine e nuove dipendenze digitali, ma anche di desiderio di impegno e di senso.

In questo primo numero apriamo il dibattito con dati, testimonianze e proposte: perché il futuro non si costruisce da soli, ma insieme, con politiche di prevenzione, educazione digitale e percorsi di inclusione che restituiscano fiducia e prospettiva.

IL RAPPORTO CARITAS

Il rapporto CARITAS 2025 (sintes) ci dice che la povertà non riguarda più solo chi è senza lavoro, ma anche chi lavora e non riesce a vivere con serenità. Tra i giovani cresce la disillusione, ma anche la voglia di impegnarsi, di dare senso alle proprie scelte, di sentirsi parte di una comunità.

Per questo l’Agenda CaosInforma 2026 mette i giovani al centro. “Costruiamo insieme il futuro” non è uno slogan, ma un impegno: aprire spazi di partecipazione reale, sostenere il benessere emotivo e superare stereotipi che dividono.

Il futuro non si costruisce da soli. Si costruisce insieme, con i giovani protagonisti e con una comunità che sappia riconoscere le loro energie come la risorsa più preziosa.

Il Rapporto Censis e le indagini correlate mostrano che il disagio giovanile in Italia è in forte crescita: quasi 1 giovane su 2 tra i 18 e i 25 anni soffre di ansia o depressione, mentre emergono nuove forme di dipendenza legate al digitale, al gioco d’azzardo e ai comportamenti compulsivi.

IL RAPPORTO CENSIS

Il rapporto CENSIS (sintesi) ci consegna l’immagine di una generazione fragile: quasi metà dei giovani vive ansia o depressione, mentre nuove dipendenze digitali e comportamentali si diffondono. Non si tratta di emergenze isolate, ma di un quadro strutturale che interpella istituzioni e comunità. La sfida è costruire reti di prevenzione e ascolto, capaci di restituire fiducia e futuro.”

QUALCHE DATO

DISAGIO GIOVANILE

  • Salute mentale compromessa: il 49,4% degli adolescenti e giovani adulti dichiara di aver vissuto ansia o depressione negli ultimi anni.
  • Solitudine e rassegnazione: oltre il 40% dei giovani ritiene che la propria condizione sia destinata a peggiorare, con un sentimento diffuso di incertezza (45%) e ansia (32%).
  • Scuola e famiglia: 7 ragazzi su 10 percepiscono che il proprio disagio non è compreso dai genitori, segnalando un forte gap generazionale.
  • Effetti della pandemia: il 62% dei giovani ha cambiato visione del futuro dopo il Covid, con un impatto più forte rispetto agli adulti.

NUOVE DIPENDENZE

Il Censis e la Conferenza nazionale sulle dipendenze evidenziano un panorama mutato:

  • Dipendenze digitali:
    • Gaming compulsivo, pornografia online, social addiction e fenomeni di hikikomori (ritiro sociale con vita mediata solo da internet) sono in aumento.
    • La “ansia da prestazione” digitale colpisce soprattutto i giovani, esposti a un ecosistema di connessione continua.
  • Gioco d’azzardo:
    • Nel 2024 gli italiani hanno speso oltre 157 miliardi di euro in giochi d’azzardo, con almeno 18 milioni di persone coinvolte.
    • I giovani sono particolarmente vulnerabili: molti scommettono di nascosto, con rischi di indebitamento e isolamento sociale.
  • Sostanze e nuove droghe:
    • Cresce l’uso di cannabis tra i giovanissimi, spesso percepita erroneamente come “leggera”.
    • Emergono nuove sostanze psicoattive e oppioidi sintetici (nitazeni), molto più potenti del fentanyl, con rischi elevati.

Il disagio giovanile e le nuove dipendenze non sono fenomeni marginali, ma questioni strutturali che intrecciano salute mentale, fragilità sociale e vulnerabilità digitale. Il Censis sottolinea l’urgenza di politiche di prevenzione, di educazione digitale e di spazi di ascolto per intercettare il disagio prima che diventi patologia.

RIFLESSIONE DI SINTESI

I dati raccolti da Censis e Caritas negli ultimi rapporti ancora incompleti (clicca qui per un primo approfondimento) raccontano un’Italia che cambia, ma non sempre in meglio. I giovani, in particolare, vivono una condizione di precarietà che sembra diventata la regola: lavori instabili, stipendi bassi, difficoltà ad accedere a una casa e a costruire un progetto di vita autonomo. A questo si aggiunge un senso diffuso di sfiducia verso le istituzioni e di isolamento sociale, che spesso si traduce in disillusione.

Eppure, accanto alle fragilità, emerge anche una forte voglia di partecipazione: i giovani chiedono spazi di ascolto, opportunità di impegno concreto e un riconoscimento della loro dignità. Non cercano solo assistenza, ma possibilità di incidere, di sentirsi parte di una comunità che li valorizzi.