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N. 141 - marzo 2021
Conversando

La comunicazione online del Centro cambia pelle

D’altra parte è nella natura stessa del centro studi e formazione caos accogliere, rielaborare, talvolta anticipare i temi propri di un processo in continua trasformazione, come quello avviato da oltre 40 anni dal Centro La Tenda.

Questa volta il cambiamento della nostra rivista implica l’adozione di un linguaggio nuovo, che cerca di intercettare quello utilizzato dalla y generation, ovvero quella genera-zione nata con le nuove tecnologie e che usa con grande disinvoltura.

Descrivere la realtà giovanile, e soprattutto dialogare con essa, richiede necessariamente uno sforzo di conoscenza e di comprensione dei linguaggi, delle forme di comunicazione ed espressione loro propri.

A tutti i meridiani e i paralleli, gli ambienti della comunicazione contemporanea   sono sempre più spazi dove il tempo e il consumo di beni, reali e virtuali, si fondono e con-fondono. E si sperimenta una sensazione di ubiquità e talvolta di pericolosa onnipotenza.

La Y generation (ovvero la generazione giovane che è nata con le nuove tecnologie) acuisce la sensibilità e i processi cognitivi a partire dall’immagine. È una generazione abituata a mettere in comune le esperienze, a confrontarsi in modo diretto, a darsi consigli e a dialogare simultaneamente.

La giornata scorre da una tastiera all’altra: passano velocemente dal cellulare al computer all’iPad vivendo (o meglio attraversando) molteplici esperienze. Contemporaneamente studiano, chattano, ascoltano musica, rispondono al cellulare, guardano la televisione (sul web, ovviamente).

Il tessuto sociale è ormai spaccato in due grandi gruppi culturali: i digital natives (nativi digitali), loro, i giovani, che sono nati nel mondo della tecnologia digitale, e i digital immigrants (immigrati digitali), noi, che ci siamo stati proiettati (o sbalzati?) da adulti.

Questa vera e propria mutazione antropologica si traduce in un bisogno   di essere continuamente connessi nel contesto fluido dell’informazione e della comunicazione.

La centralità dei social network

Oggi siamo giunti a una “generazione 4.0 che riguarda sempre più anche i lavoratori delle aziende che, senza muoversi da un ufficio di un’azienda, viaggia e lavora grazie ai computer e alle tecnologia, coinvolgendo in ogni fase del lavoro di decine, centinaia o addirittura migliaia di persone.

Sempre più, di fatto, si afferma la centralità dei social network nella vita dei giovani, ma non solo) che assume anche una dimensione di tipo valoriale. Le piattaforme per la socialità in rete si inseriscono con forza nel tempo quotidiano, i loro servizi diventano sempre più “indispensabili”, in quanto legati a una contemporaneità accelerante e complessa, che necessita di strumenti che semplificano e stabilizzano relazioni e tempi, aumentano la molteplicità del reale e le occasioni di relazionalità.

È “il non sentirsi mai soli” e isolati, ma sempre al centro dei pensieri della propria rete di amicizie. Non ultimo, attraverso i social net-work si diventa “autori” di comunicazione, produttori di contenuti audio, video, testi, immagini che vengono poi condivisi per intessere e mantenere le relazioni

La comunicazione in rete avviene in continuità: l’online e l’offline non sono mondi paralleli, ma un unico spazio “reale” di esperienza, diversamente articolato e unificato dalle prati-che e dalle relazioni. La centralità della relazione si gioca nelle dinamiche del riconosci-mento e della fiducia come chiave di accesso alle cerchie sociali, che costruiscono relazioni stabili, custodiscono memorie e si aprono alle potenzialità del futuro. Viene messa in atto una vera e propria capacità di “stare-con”, di condividere, di accompagnarsi a vicenda sia nei momenti di passaggio della vita, sia nella quotidianità. In questo caso, le parole (scritte e parlate) valorizzano e tessono uno spazio comune e creano le condizioni per dare e ricevere gratuitamente, la capacità di narrare di sé con fiducia, costruendo, dal basso, un ambiente in cui la dimensione personale viene messa in comune.

Rischi e ambiguità

Peraltro è importante non sottovalutare rischi e le ambiguità che derivano soprattutto dalla velocità di interazione, dalla rapidità di diffusione delle informazioni e dalla costruzione della comunicazione in Rete, che sopprimono la dimensione temporale, annullando il passato e rischiando di appiattire tutto sul presente.

La moltiplicazione delle amicizie online possono essere a scapito di una profondità di tali relazioni perché fondate su lega-mi deboli. Il misurarsi con una o più identità digitali, mentre da una parte rive-la l’estrema versatilità dei giovani a “stabilire” contatti, dall’altro paventa il peri-colo che l’identità, ancora in fase di consolidamento si frammenti in una miriade di comunità virtuali anche loro declinate al plurale, dove si punta alla collaborazione e all’interazione sociale, ma dove è altrettanto presente la “con-fusione” tra dimensione pubblica e privata.

Allo stesso tempo, forme di banalizzazione per evitare il conflitto o di omologa-zione, dove non si esprimono posizioni dissonanti rispetto a quelle del gruppo; o, viceversa si esprimono posizioni solo contrapposte ma non meno omologanti e allineate dove  l’espressione dell’intimità si esprime prevalentemente in una  parola puramente detta, che impoverisce lo scambio e rende impossibile l’incontro  E dove  l’amicizia che si costruisce sulle basi della similitudine e dell’affinità, lasciando fuori tutto ciò che è “altro” (per età, autorevolezza, diversità di storie e vedute; alterità rispetto alla dimensione dell’intimo; alla dimensione dell’immanenza). In realtà, senza un’apertura all’alterità difficilmente può esserci incontro e comunica-zione; il non voler “emergere” come persona porta ad inibire la responsabilità, la testimonianza; il non riuscire ad articolare la dimensione privata con quella pubblica, in vista della partecipazione a una società civile digitale.

La comunicazione è dunque un fenomeno complesso, in cui si mescolano elementi naturali e convenzionali, pragmatici ed emotivi.

I processi, e le attività, comunicativi sono intessuti di metafore, significati, codici, intenzioni, progetti, scopi e aspirazioni, volontà di collaborazione e di coinvolgimento dei partecipanti che ne fanno una delle dimensioni umane più belle e, allo stesso tempo, faticose. La comunicazione conduce i dialoganti a un continuo controllo e aggiustamento dell’interazione e della con-divisione, alla costruzione di convergenze mutevoli ed empatiche.

In questo numero di caosinforma, oltre fornire spunti di riflessione intorno al tema della comunicazione online, vogliamo dunque presentare lo stato dell’arte rispetto alla comunicazione online del nostro Centro, e in particolare relativamente al sito www.cen-trolatenda.it, che presentiamo nella nuova versione profondamente rinnovata.

E allo stesso caosinforma che diventerà a tutti gli effetti una rivista online all’indirizzo www.caosinforma.it