N. 164 -
agosto 2023
A proposito di
IL CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE E L'EFFETTO WERTHER
Riflessioni criminologiche
I dati soprariportati permettono di elaborare alcune riflessioni: in primis, il fenomeno criminoso, al di là dell’estrema diversità statistica, è ubiquitario (ovvero si verifica dappertutto).
In secondo luogo, non è possibile non constatarlo, al vertice di questa piramide dell’orrore ci sono proprio le regioni che vengono considerate fra quelle più evolute, moderne ed all’avanguardia d’Italia.
In questo modo, verrebbe demolito lo stereotipo del femminicidio che nasce ed attecchisce nell’humus dell’arretratezza socio-culturale.
In realtà non è così.
L’arretratezza socio-culturale dispiega sempre i suoi perversi effetti deleteri e nocivi in alcuni settori. Tuttavia, non può essere paragonata ad una sorta di genesi totalizzante ed onnicomprensiva.
Il movente
Un’analisi statistica molto interessante è quella che concerne il movente dei singoli femminicidi avvenuti.
Ebbene, esaminando le statistiche ufficiali si evince che la gran parte dei femminicidi avviene per motivi definiti “passionali”, rispetto ad altri omicidi di donne che avvengono al termine di liti e/o aggressioni.
Pertanto, predomina una cosiddetta componente emozionale che tradisce dei sentimenti malati da parte dell’uomo, nell’omicidio di questa tipologia.
Modus operandi del femminicidio
I femminicidi raramente vengono compiuti con armi da fuoco, nel modo classico che ci si aspetta. Al contrario, predominano modalità omicidiarie alternative e diverse, soprattutto più cruenti come l’accoltellamento, l’utilizzo di armi improprie (corpi contundenti e martelli), soffocamento, strangolamento e asfissia.
Le particolari modalità - molto violente - di esecuzione del delitto derivano proprio dal fatto che esiste un disegno criminoso alterato da parte dell’omicida o tale disegno è del tutto assente.
Ciò fa sì che per l’esecuzione dell’omicidio si usino strumenti diversi da quelli tradizionali e comuni.
Effetto Werther e intervallo a fisarmonica
Legati al femminicidio ci sono due fenomeni criminologici estremamente inquietanti e abbondantemente riconosciuti dagli studiosi: il cosiddetto effetto Werther e l’intervallo a fisarmonica.
Effetto Werther
Si tratta di un potente effetto di tipo perverso, a carattere emulativo–imitativo, il quale fa sì che a seguito di un determinato atto violento (anche di tipo suicidario) compiuto da un individuo, ci sia un altro soggetto disturbato che lo imiti.
Il nome del fenomeno deriva dall’opera di Goethe, ‘I dolori del giovane Werther’: quando uscì diede vita a una catena di suicidi in tutta Europa sul modello del personaggio letterario.
L’intervallo a fisarmonica
Fenomeno complementare, l’intervallo a fisarmonica. L’espressione deriva dal mantice della fisarmonica, che si apre e si chiude: ci sono momenti in cui il mantice è chiuso (assenza di femminicidi) e momenti in cui è aperto (presenza di femminicidi). Conseguentemente, con la macabra progressione degli omicidi di donne è come se, metaforicamente e simbolicamente, il mantice si aprisse.
Pertanto, valutando insieme i due fenomeni appena analizzati in stretta combinazione, il meccanismo che si riscontra è il seguente: c’è un periodo di “stasi” con assenza di femminicidi (periodo cosiddetto del mantice chiuso) poi si verifica il primo (si scatena l’effetto Werther e contestualmente inizia il periodo dell’apertura del mantice).
Subito dopo, vi sono almeno 3 o 4 femminicidi in altri contesti – con giorni dove ne viene commesso anche più di uno (ed è la fase di massima apertura/ espansione del mantice) – per poi cessare di colpo, con il ritorno ad uno stato di assenza omicidiaria di donne (periodo del cosiddetto mantice chiuso).
Successivamente, dopo un periodo di relativa tranquillità di durata indeterminata ed variabile, si verifica un nuovo femminicidio e la strage ricomincia con i perversi meccanismi sopra esposti.
Similitudini e comparazioni
- Questi fenomeni perversi e micidiali, operanti in feroce e crudele sinergia, si verificano anche in contesti extra-criminologici. Può essere utile ricordare uno degli anni più dolorosi e tetri, nella nostra nazione, per il verificarsi di questa potente azione emulativa-imitativa: il 1985.
- In quell’anno un’ondata di suicidi fra militari di leva si verificò in tutta Italia, tanto che nell’aprile del 1986 ci fu la necessità di una riforma drastica del servizio militare e – per agevolare i giovani – furono introdotte diverse modifiche favorevoli: fra queste la più importante fu la regionalizzazione del servizio di leva.
- Conclusioni
- Il femminicidio necessita di una severa repressione con pene dure e impossibilità di fruizione di sconti e agevolazioni. Ma il discorso è anche e soprattutto preventivo. Le istituzioni, le associazioni, ma anche la chiesa e la società si prodighino incessantemente in un’azione costante di educazione civica, di progresso della coscienza sociale, di emancipazione culturale e di evoluzione in generale. Soprattutto in alcuni territori in cui la donna è ancora succube o considerata inferiore all’uomo.
Risulta sempre più necessario per contrastare il drammatico fenomeno della violenza contro le donne. E di fatti è ciò che il Centro La Tenda propone ai propri utenti (maschi e femmine)
• Differenziare i percorsi personali
• Partire da una maggiore conoscenza delle singole caratteristiche, delle risorse e potenzialità relative ad ogni singola persona
• Sviluppare occasioni formative in rete (lavorative, ma anche culturali, sportive, di svago, .. ) da concretizzare anche internamente alla Comunità ma soprattutto esternamente ad essa
• Monitorare costantemente i Percorsi Individualizzati
• Decentrare le attività ora interne C.T.
• Sviluppare un intervento per il coinvolgimento delle famiglie
• Garantire attività di consulenza e sostegno personale, individuale e in gruppo
