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N. 143 - maggio 2021
A proposito di

IL MOVIMENTO DEL VOLONTARIATO: UN PO' DI STORIA

Il volontariato è un fenomeno caratteristico che inizia a manifestarsi negli anni sessanta come la  espressione di una attività spontanea, originale e insostituibile che si sviluppa parallelamente all'impegno  tipico dello Stato e delle istituzioni pubbliche, con l'obiettivo di promuovere quei soggetti che ancora non  sono cittadini a pieno diritto. Volontari sono coloro che lottano per ridisegnare le relazioni tra lo Stato e la  Società con l'obiettivo di raggiungere una progressiva umanizzazione tra le strutture e i cittadini.  Questo fenomeno è rilevante non solo per la sua espansione quantitativa, ma anche per la sua evoluzione  qualitativa. Parallelamente alle attività tradizionali del volontariato, si diffondono iniziative legate alla espansione del fenomeno di alienazione e alla nascita di nuove necessità socio-culturali.

Il volontariato si propone come una delle molteplici possibili risposte alle istanze di migliorare qualitativamente l'esistenza umana intervenendo nel campo civile, nel socio-assistenziale e nel socio-culturale.

In questo modo i  volontari esprimono una nuova fede nell'uomo indipendentemente del ruolo sociale che disimpegna, un desiderio di superare l'individualismo, una volontà di creare forme di solidarietà dentro le quali si pone in  evidenza una dimensione gratuita dell'azione, un rifiuto all'eccesso di burocrazia che corrode le istituzioni. 

Il volontariato occupa un nuovo spazio della domanda sociale spesso ignorata dalle pubbliche istituzioni.

Si  colloca in una terza dimensione rispetto allo Stato e alla legge di Mercato, dimensione che si configura in  termini di autonomia di fronte a queste due realtà. Questo non significa escludere la possibilità che il Volontariato lavori e collabori con Enti e Servizi pubblici né che rifiuti una qualsiasi forma di collaborazione.
Come la valorizzazione del privato sociale non deve significare o tramutarsi in privatizzazione del settore pubblico. 

L'autonomia è il segno distintivo del Volontariato, in più la sua definizione mette in rilievo alcune caratteristiche che lo caratterizzano, cioè i valori: solidarietà, condivisione e gratuità. 

Solidarietà significa apertura e accoglienza di ogni essere umano al di là della cultura, religione o etnia, senza giudizi o pre-giudizi legati al ruolo e alla professione, semplicemente perché è un essere umano, quindi di capacità di superare qualunque tipo di distinzione vicina e lontana.

Condivisione significa "dividere con" chiunque inciampa nel tuo cammino ciò che hai sia in termini di beni  materiali che in termini di beni culturali, sociali e spirituali: non è limitato al superfluo.

Gratuità significa  ''gratuità delle prestazioni", continuità e consistenza, significa libertà dalla remunerazione economica ma anche dalla gratificazione poiché questa e già insita nella scelta valoriale.

II volontariato si muove in una cultura di solidarietà e non con gesti occasionali, e un costume di vita basato sulla convinzione che per dare un senso compiuto all' esistenza non basta fare il proprio dovere, ma occorre  saper prestare costante attenzione ai bisogni degli altri come individui e come comunità.

Si interroga di  continuo su quel che si può fare per rimuovere le condizioni di disagio in cui vivono singole persone e gruppi; su quel che si può fare per migliorare le condizioni di vita della comunità.

Educazione alla solidarietà è prima di tutto sensibilità, attitudine a cogliere con immediatezza le necessità degli altri, non solo quelle che si manifestano in modo vistoso, e poi ad agire, fare.

Educazione alla solidarietà e attitudine a introdurre costantemente tra i criteri ispiratori delle proprie scelte, quella
particolare dimensione costituita dagli altri con i loro problemi e le loro angosce. Non sempre l'impegno volontario può essere la semplice proiezione della propria professione: nell'impegno volontario occorre preparazione, studio e professionalità. Non basta dare e dare generosamente, bisogna sempre verificare che il dono raggiunga il segno, ottenga il risultato voluto: bisogna saper capire i bisogni ma anche saper trovare gli strumenti più adatti per farvi fronte, dare agli interventi quel minimo di organizzazione che ne garantisca la continuità e l'efficacia. 
Cultura della solidarietà significa la ricerca e il dibattito culturale sui temi della vita civile in cui si esercita l'azione sociale dei cittadini. Dibattito che comprende non solo i temi della socialità ma si intreccia con quelli dell'economia, della scienza, della psicologia collettiva.

La solidarietà sociale ha bisogno di un servizio imparziale e aperto a tutti che valorizzi e aiuti le potenzialità di ciascuno, che renda possibili sempre nuove esperienze, che dia voce ai nuovi bisogni, che colleghi il volontariato con la realtà del mondo. 

II ruolo del volontariato si esprime in forme diverse: di anticipazione per rispondere ai nuovi bisogni o a bisogni antichi che si riaffacciano; di integrazione alle attività dei servizi pubblici o del privato sociale; di stimolo alle istituzioni pubbliche e private; di azione politica per la promozione di leggi e di istituzioni adatte e a garantire la tutela dei ceti più deboli.

Deve essere quindi chiaro che la supplenza del volontariato alle manchevolezze della pubblica istituzione è impropria perché i servizi fondamentali sono anzitutto un diritto de! cittadino. II volontariato non ha né le possibilità né il compito per garantire questi diritti, se mai ha il compito di rivendicarne l'applicazione.  II volontariato deve si ispira a precisi valori, civili e spirituali, contribuendo al raggiungimento di conseguenti obiettivi.

L'uomo in quanto persona è il centro dell'attività politica e dei servizi sociali e pertanto anche delle attività di volontariato.

Ogni persona, in qualsiasi condizione sociale, e dotata di risorse e di capacità, va quindi aiutata a riconoscerle, ad appropriarsene e ad esprimerle per sè e per gli altri. Per promuovere l'esercizio di tali diritti vanno superate le tendenze assistenzialistiche nei confronti dei cittadini più  svantaggiati, ma sono invece da sviluppare le iniziative volte alla tutela della famiglia e dei gruppi primari, mediante strutture e servizi che favoriscono l'educazione, la partecipazione, l'inserimento sociale. 

II volontariato riafferma il concetto globale di salute e la priorità della prevenzione che diviene componente essenziale della politica sociale. Questa a sua volta appare come investimento produttivo che perciò ha bisogno di risorse adeguate in funzione sia del benessere della persona e della comunità locale sia di una migliore finalizzazione della spesa  L'integrazione fra pubblico e privato nel rispetto delle reciproche competenze e autonomie non deve tanto  realizzarsi intorno alle istituzioni ma intorno ai problemi della popolazione.

Infatti pubblico e privato sono al  servizio della comunità.